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2 Aprile 2026

Vitis-Valor

VITIS-VALOR: dagli scarti del vino nuove risorse per le aziende dell’Oltrepò pavese
Valorizzazione scientifica degli scarti vitivinicoli del territorio: creazione di una piattaforma di caratterizzazione chimica e biologica a supporto del consorzio vitivinicolo locale

Il progetto VITIS-VALOR, in partenza nel secondo semestre del 2026, è promosso dall’Università degli Studi di Pavia, un punto di riferimento importante per la ricerca e l’innovazione nel territorio lombardo.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare nuova vita agli scarti della produzione vinicola dell’Oltrepò Pavese, come vinacce, vinaccioli e potature, trasformandoli da matrici organiche poco valorizzate in risorse ad alto potenziale di upcycling. Il progetto si colloca nell’ambito dell’economia circolare: un modello che punta alla costruzione della prima piattaforma di dati territoriali che consente la raccolta e caratterizzazione delle biomasse sulla base di parametri chimici e biofunzionali.

Grazie a VITIS-VALOR, l’Oltrepò Pavese potrà trasformare un’efficienza di filiera in una grande opportunità di crescita sostenibile. Il progetto contribuirà a creare un potenziale indotto economico, promuovendo l’innovazione e il rispetto per l’ambiente. Allo stesso tempo, offrirà strumenti concreti per una gestione più consapevole delle risorse locali e favorirà il legame tra ricerca, imprese e comunità. Un vero e proprio esempio di come “dal vino non si butta via niente”, e che oggi si traduce in nuove risorse per tutti.

In cosa consiste il progetto
VITIS-VALOR si propone di studiare e valorizzare i sottoprodotti della filiera vitivinicola locale, in particolare quelli legati alla produzione del Pinot Nero. Attualmente, questi scarti vengono spesso smaltiti o utilizzati in modo poco vantaggioso. Il progetto mira a cambiare prospettiva, analizzando le potenzialità di questi materiali per ricavarne nuovi prodotti utili per settori come alimentazione, salute e cosmetica. Ciò sarà possibile grazie alla creazione di una piattaforma innovativa, in grado di raccogliere e analizzare dati sugli scarti prodotti e sulle loro possibili applicazioni.

Come verrà realizzata l’iniziativa
Il progetto si sviluppa in diverse fasi. Si parte da un’indagine di mercato per capire dove e come gli estratti ricavati dagli scarti potrebbero essere utilizzati e commercializzati. In seguito, si procederà alla raccolta e classificazione degli scarti presso le aziende “Azienda Agricola Calatroni Vini” e “Tenuta Travaglino”, per analizzare la citocompatibilità, l’attività antiossidante e il potenziale chemopreventivo delle molecole bioattive individuate. Le estrazioni saranno realizzate utilizzando tecniche rispettose dell’ambiente, così da garantire sia la qualità dei prodotti che la sostenibilità del processo. Tutti i dati raccolti saranno inseriti in una piattaforma digitale, facilmente consultabile dalle aziende e dagli attori del territorio.

Attività previste nell’ambito del progetto

  • Mappatura e classificazione degli scarti vitivinicoli prodotti nel territorio;
  • Sviluppo di procedure innovative ed eco-sostenibili per estrarre e analizzare le sostanze utili dagli scarti;
  • Valutazione delle proprietà degli estratti per identificarne le applicazioni più promettenti, ad esempio in campo alimentare, nutraceutico e cosmetico;
  • Creazione di una piattaforma digitale che raccolga tutti i risultati, rendendoli accessibili per aziende, istituzioni e comunità locale;
  • Attività di formazione e divulgazione per trasferire le nuove conoscenze a imprese, scuole e cittadini.

Gli attori del progetto
Oltre all’Università di Pavia, protagonista scientifica del progetto, sono coinvolti il Consorzio Vini Oltrepò Pavese, varie aziende vitivinicole del territorio, esperti di settore e stakeholder locali. L’Università si occupa della ricerca e del coordinamento, mentre le aziende collaborano nella fornitura degli scarti. Il Consorzio e gli altri partner facilitano la diffusione dei risultati e l’applicazione pratica delle innovazioni sviluppate.

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