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12 Gennaio 2026

RE-LAB

RE-LAB: RECUPERO SOSTENIBILE DI SCARTI AGRARI CON BATTERI LATTICI PER LA PRODUZIONE DI BIOSTIMOLANTI

Nei territori della Pianura Padana, le produzioni agricole sono sempre più esposte a stress climatici come siccità, ristagni idrici ed eventi meteorici estremi, che riducono la produttività delle colture e la fertilità dei suoli. In questo contesto nasce RE-LAB, un progetto presentato dall’Università degli Studi di Parma della durata di 2 anni e sostenuto dalla Fondazione LGH, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative e sostenibili per rafforzare la resilienza delle colture.
RE-LAB: l’approccio che abilita il modello
Il progetto si basa sull’utilizzo di batteri lattici (LAB) per la fermentazione controllata di scarti agricoli locali, trasformati in biostimolanti naturali in grado di supportare le piante in condizioni di stress. L’approccio consente di valorizzare risorse oggi considerate scarto, in linea con i principi della bioeconomia circolare e del Green Deal europeo.
In cosa consiste il progetto
RE-LAB consiste nello sviluppo e nella sperimentazione di biostimolanti ottenuti da biomasse di scarto provenienti dal territorio della Fondazione LGH, con particolare riferimento alla filiera del pomodoro da industria.
Le materie prime saranno selezionate attraverso un processo strutturato e condiviso, affidato a una commissione territoriale presieduta da ERSAF, che garantirà coerenza tecnica e rappresentatività delle filiere coinvolte.
L’Università di Parma coordinerà le attività di ricerca e sperimentazione, valutando l’efficacia dei biostimolanti sulle colture e sull’equilibrio del microbioma del suolo.
Come verrà realizzata l’iniziativa
Il progetto sarà implementato attraverso un percorso progressivo che integra ricerca scientifica, sperimentazione in campo e coinvolgimento del territorio. ERSAF supporterà la mappatura delle biomasse e il coordinamento della rete agricola locale, mentre le aziende conferitrici parteciperanno alle attività sperimentali e di validazione.
Le attività saranno affiancate da momenti di formazione e divulgazione, per favorire il trasferimento delle conoscenze e l’adozione delle soluzioni sviluppate.
Attività previste nell’ambito del progetto
Mappatura e selezione degli scarti agricoli, con focus sulla filiera del pomodoro.
Sviluppo e sperimentazione di biostimolanti naturali a base di essudati microbici.
Validazione scientifica attraverso prove in ambiente controllato e in pieno campo.
Attività di formazione, divulgazione e trasferimento delle conoscenze.
Gli attori del progetto
Il progetto è promosso e coordinato dall’Università degli Studi di Parma, con il coinvolgimento strategico di ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Lombardia), di aziende agricole del territorio per la raccolta degli scarti agricoli e la sperimentazione in campo, e dell’I.T.A.S. “Tosi” di Codogno (LO), che fungerà da spazio di validazione, apprendimento e confronto tra ricerca, scuola e mondo agricolo.

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