Le Fondazioni A2A
22 Giugno 2026

Monteverdi Festival 2026

L’EREDITÀ BAROCCA COME IMPULSO CREATIVO NELLA 43ª EDIZIONE DEL MONTEVERDI FESTIVAL
Fondazione Teatro A. Ponchielli di Cremona

Da oltre quarant’anni il Monteverdi Festival si impone come autorevole punto di riferimento nella valorizzazione del repertorio di Claudio Monteverdi e del primo Barocco, promuovendo al contempo un dialogo fecondo e necessario con la sensibilità del presente. Alla base del progetto si colloca una visione che oltrepassa una lettura meramente conservativa della prassi esecutiva storicamente informata: il rigore filologico si fa infatti principio vivo e generativo, capace di riattivare il patrimonio musicale e di restituirlo, nella sua perdurante vitalità, alla riflessione estetica, culturale e creativa della contemporaneità.

In tale orizzonte, la Fondazione Teatro A. Ponchielli concepisce il repertorio antico non come materia da custodire passivamente, bensì come matrice feconda per la creazione odierna; parallelamente, il sostegno di Fondazione LGH contribuisce a consolidare la sua vocazione progettuale. Il Monteverdi Festival si configura così come un vero e proprio laboratorio artistico, nel quale il linguaggio monteverdiano viene assunto quale autentico “codice sorgente” per nuove possibilità compositive e interpretative.

Emblematica, in questa prospettiva, è Teodora Imperatrice. Opera in forma di mosaico, prima commissione contemporanea del Monteverdi Festival ispirata alla scrittura monteverdiana. La composizione di Mauro Montalbetti, con drammaturgia e regia di Barbara Roganti, si distingue per una struttura frammentaria che ricompone materiali eterogenei in una compiuta unità formale. La direzione di Antonio Greco con Cremona Antiqua rinsalda ulteriormente il nesso tra ricerca storica e creazione contemporanea, attestando come l’estetica seicentesca possa ancora oggi offrire un orizzonte fertile e vitale per la ridefinizione del linguaggio operistico.

In questa tensione tra memoria e invenzione risiede il tratto più profondo del Monteverdi Festival: fare del patrimonio non un luogo della sola conservazione, ma uno spazio vivo di interrogazione del presente e di apertura al possibile. È in questa continuità dinamica tra eredità e visione che la musica di Monteverdi continua a risuonare come voce ancora necessaria, capace di illuminare, con intatta forza poetica, le forme future della creazione.

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