ROADSHOW “Incontri con la scienza”, un evento itinerante in cinque tappe realizzato in collaborazione con il Corriere della Sera, con l’obiettivo di favorire il dialogo su temi attuali di scienza e innovazione, per una crescita condivisa e consapevole.
Prima tappa
Venerdì 8 novembre, ore 11.00 – Pavia
Almo Collegio Borromeo
Piazza del Collegio Borromeo, 9
Maurizio Cheli Astronauta, Pilota collaudatore
Nando Pagnoncelli Presidente Ipsos
INTERVERRANNO
Giorgio Bontempi Presidente Fondazione LGH
Lorenzo Goppa Assessore all’Ambiente Comune di Pavia
Michele Lissia Sindaco di Pavia
Alberto Lolli Rettore Almo Collegio Borromeo
Federico Manzi Ricercatore PON-Innovation, Università Cattolica del Sacro Cuore
Antonella Marchetti Direttore del Dipartimento di Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore
Graziano Rossi Professore ordinario di Botanica ambientale
Roberto Tasca Presidente A2A
Anna Villari Segretario Generale Fondazione LGH
MODERA
Massimiliano Del Barba Giornalista del Corriere della Sera
Rivivi l’evento


Il primo Mission Specialist italiano
Nel 1992 Maurizio Cheli, dopo aver vinto una rigorosa selezione pubblicata nel 1991 dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), entra a far parte della European Space Agency (ESA) e viene inviato al Johnson Space Center di Houston alla Nasa. Sarà il primo non statunitense a prendere parte al corso che gli permetterà di conseguire la qualifica di “mission specialist”: astronauta professionista.
Dopo anni di addestramento, nel 1996, a bordo dello Space Shuttle Columbia, Cheli parteciperà alla missione STS-75 Tethered Satellite.
Sarà il primo italiano a ricoprire il ruolo di “mission specialist”.



Con la partecipazione di NAO il robottino umanoide che interagirà con gli ospiti.
Ricercatori coinvolti: Antonella Marchetti, Davide Massaro, Cinzia Di Dio, Federico Manzi.
Facoltà di Scienze della Formazione, Milano.
Centro di Ricerca sulla Teoria della Mente e delle Competenze Sociali nel Ciclo di Vita (CeRiToM), Dipartimento di Psicologia.
La nostra ricerca sulla robotica sociale e l’Intelligenza Artificiale (AI) adotta un approccio life-span, cioè considera le interazioni uomo-robot (Human-Robot Interaction, HRI) in diverse fasi del ciclo di vita, dalla prima infanzia alla vecchiaia. L’obiettivo è quello di comprendere come le persone interagiscano con gli artefatti robotici in vari contesti – dall’ambito domestico, a quello scolastico e educativo, fino alla riabilitazione e alla cura – e con differenti tipi di robot.
I principi teorici alla base del nostro lavoro orientano la ricerca in due direzioni principali: l’individuazione delle diverse modalità di interazione uomo-robot nelle differenti fasi di sviluppo e il variare di tali interazioni in funzione del tipo di robot utilizzato e dei contesti di applicazione.
L’approccio life-span orienta anche la ricerca verso l’implementazione di modelli cognitivi artificiali (AI) per le interazioni tra robot e esseri umani e tra robot e altri agenti robotici. Il leitmotiv dei nostri studi è la human-centeredness: l’essere umano è al centro non solo delle ricerche volte a scoprire i meccanismi e i processi psicologici che regolano queste nuove forme di interazione, ma anche rispetto alle applicazioni dei robot, dove lo sviluppo e l’innovazione tecnologica partono dai valori, bisogni e credenze degli individui e delle comunità.
Grazie a un’ampia rete di collaborazioni a livello nazionale e internazionale, la nostra ricerca pone particolare enfasi sulle specificità e diversità culturali che arricchiscono la comprensione dell’interazione uomo-robot e sulle considerazioni relative all’implementazioni di programmi di interazione che rispettino queste diversità.